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Francesco Scontrino
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Paolo Caccia Dominioni
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Settimio Severo

Francesco Scontrino

Francesco Scontrino, appartenente a famiglia italiana residente a Tripoli dal 1912, e ivi residente fino all’agosto del 1970 (data di espulsione dalla Libia).
• Ha conseguito il diploma di geometra presso l´Istituto Tecnico “Guglielmo Marconi” di Tripoli;
• Contitolare della Impresa Edile “Costantino-Scontrino – Figli di B. Miscerghi”, prima impresa italo-libica costituita in Libia nel 1951;
• Titolare della Impresa Edile “Geom. Francesco Scontrino” per la quale ha diretto numerosissimi importanti lavori presso la Base Aerea Americana del Wheelus Field;
• Contitolare della M.M. Galbun di Tripoli, ha concorso a lavori per un importo di oltre 15 miliardi di lire;
• Membro del Comitato di Assistenza Consolare – Consolato Generale d’Italia in Tripoli:
• Rappresentante di Categoria in seno alla Commissione per l´attuazione di interventi finanziari a favore dei profughi – Legge 25.7.1971, n. 568;
• Rappresentante di Categoria effettivo presso la Commissione amministrativa per i pareri sugli indennizzi – legge 6.12.1971, n. 1066. Ha trattato la concessione di anticipazioni a persone fisiche e giuridiche titolari di beni, diritti ed interessi soggetti in Libia a misure limitative dal luglio 1970; • Presidente del Comitato di emergenza dopo il colpo di Stato in Libia.

Ha svolto un ruolo importantissimo di collegamento tra le Autorità diplomatiche italiane a Tripoli e la Collettività italiana in Libia: riferendo alle prime le ansie, le preoccupazioni, le paure della Collettività italiana; ed a quest´ultima partecipando a ciò che prudenzialmente – in sede molto ristretta – si andava, di volta in volta, decidendo per la salvezza dei loro beni e della loro stessa vita, esposta continuamente a pubbliche minacce di massacro.

L'allora Ambasciatore d´Italia in Libia, insieme ai suoi collaboratori furono – fra tutti gli altri – quelli che più operarono, aiutandolo in ogni modo, in quei terribili frangenti.

Ha avvertito in tempo – alcuni mesi prima – il Governo Italiano di quanto quello libico si apprestava a fare contro la Collettività italiana. In alcuni “Memorandum”, non pubblicizzati, fatti pervenire a Roma, aveva esposto le ragioni da cui traeva origine la formulazione di alcune pessimistiche previsioni poi, puntualmente, verificatesi. Ma che, purtroppo, non avevano trovato la dovuta credibilità nell’ambito governativo italiano, facendo si che Esso fosse, poi, sorpreso – colpevolmente – dal precipitare tumultuoso di avvenimenti che potevano essere anche causa di intervento armato.

Tale attività non poteva sfuggire all’occhio vigile del servizio Segreto Libico che si prese cura di piantonare, notte e giorno con propri agenti in borghese, l´abitazione.

Pedinando Lui, i suoi famigliari e tutti coloro che si recavano a trovarlo.

Controllandone il telefono e registrandone, infine, tutte le conversazioni iniziò l´offensiva del terrore che doveva condurre all’arresto, fortunosamente, evitato per una riservatissima informazione pervenuta dallo stesso servizio segreto da parte di ufficiali amici;

Presidente dell’Associazione Nazionale Rimpatriati dalla Libia (A.N.I.R.L), condusse un´attività frenetica promuovendo manifestazioni di ogni tipo, sollecitando ed ottenendo contati a livello Governativo e Parlamentare per il reinserimento della espulsa Collettività italiani di Libia nel contesto socio-economico della Madre Patria.

Operò, pur nel grigiore di determinati e deleteri modi di pensare di cui erano pregni alcuni settori del variopinto mondo politico italiano, perché agli Italiani di Libia, privati dei loro beni, venisse riconosciuto il diritto alla concessione di adeguati e onesti indennizzi.

Promosse – con successo – una campagna a livello nazionale, perché il Governo italiano riportasse in Patria le salme dei soldati italiani caduti in quella terra e quelle dei civili pionieri e colonizzatori, perché, uniti nella morte potessero definitivamente riposare in Patria, senza l´alea di una loro profanazione, e a ricordo perenne di un´Italia che avvenimenti storici ineluttabili, nel ripetersi attraverso la sua millenaria storica, vollero sempre nel Mediterraneo e nelle terre che in essi si affacciano portatrice di civile progresso.



 

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