Attualità   Storia   Archeologia   Lavoro italiano   Biografie   Documentazione   Immagini   Contatto  
 
Chi siamo
Nota dell'autore
Perchè l'Italia Oltremare
Forum
 
Home > Biografie
................................................
Francesco Scontrino
................................................
Paolo Caccia Dominioni
................................................
Settimio Severo

Paolo Caccia Dominioni

1896-1992

Paolo Caccia Dominioni (1896-1992) si arruola volontario nella Prima guerra mondiale sul fronte del Carso. Socio di uno studio di ingegneria del Cairo, a cui il Dipartimento egiziano per l’Irrigazione aveva commissionato una serie di disegni di alcune dighe dell’Alto Nilo, Caccia Dominioni entra a far parte dei servizi di spionaggio dell’Italia, che in quel periodo si prepara ad attaccare l’Etiopia, e mentre segue i lavori idraulici porta a termine anche la sua attività informativa. Rientrato ad Asmara, con il grado di Capitano, gli viene affidato l’incarico di costituire una pattuglia di esploratori, composta di “ascari” che parlino arabo, tigrino ed amarico, destinata a muovere in testa alle colonne in avanzata, per riconoscere il terreno, e ottenere dagli abitanti informazioni sugli itinerari da seguire per raggiungere Gondar e il Lago Tana. Vennero così aperti ben 275 km di pista e di strada.
Ma l’esperienza in Africa non era terminata per lui, che oltre all’inglese, al francese e al tedesco conosceva anche l’arabo ed aveva avuto modo di apprezzare l’ambiente africano fatto di assoluta fedeltà all’onore militare, di alto senso del dovere e di grande spirito di sacrificio e coraggio.
La Seconda Guerra Mondiale lo trova ad Ankara dove dirige i lavori per la costruzione della nostra Ambasciata in Turchia, da lui progettata. Viene di nuovo arruolato e, anche se conosce molto bene i nostri limiti strategici e la difficoltà di vittoria, continua ad essere utile al suo Paese entrando a far parte del Genio Guastatori Alpini. Alla fine del 1940 è in Libia, nella battaglia della Marmarica e nella offensiva italo tedesca di Tobruk.

Il Maggiore Caccia Dominioni prende parte alla battaglia di El Alamein con il suo 31mo Guastatori ed infine combatte ad Asiago dove lo coglie l’armistizio. Sollecitato da più parti a rientrare in servizio nell’Esercito del Nord, decide di entrare nella Resistenza.
Alla fine della guerra accetta di tornare al Cairo per riprendere il lavoro nello studio di ingegneria e lì, nel 1949 il Console d’Italia, Alfredo Nuccio, gli affida la ricerca e la sistemazione dei Caduti Italiani, ancora dispersi nelle sabbie del territorio che va dalla Libia ad El Alamein: oltre 220Km!
Caccia Dominioni e il suo commilitone Chiodini, facendo base alla famosa Q33 (la “Quota 33”, conquistata dai Marò del San Marco alla fine della corsa da Tobruk ad El Alamein), dal 1948 al 1954 riescono a raccogliere, censire e inumare i caduti rinvenuti nella vasta zona loro affidata in un unico cimitero vicino a Q33 “per mettere in evidenza il sacrificio italiano tanto ignorato da tutti”: sono 490 italiani, 465 tedeschi, 208 alleati, 63 ignoti di nazione ignota per un totale di 1.226. Inoltre raccolgono provenienti da altri minori cimiteri della zona: 893 italiani, 975 tedeschi, 205 libici per un totale generale di 3.299 salme!
Ben presto, però, Caccia Dominioni si rende conto che, il Q33, troppo vulnerabile al trascorrere del tempo a causa delle imponenti infiltrazioni di acqua, avrebbe dovuto essere sostituito con una nuova e più grande opera cimiteriale che lui stesso progetta ed esegue. Mentre procedevano i lavori ad El Alamein, Caccia Dominioni, promosso Tenente Colonnello, viene mandato a Murchisono (Australia) per realizzare il Sacrario che oggi custodisce le salme dei soldati deceduti laggiù in prigionia.
Il sacrario di El Alamein viene completato nel 1958 e vi saranno traslate 5.364 salme di Italiani riesumate dal cimitero di Q33, che ritorna ad essere un’anonima parte del deserto; le ricerche di altri dispersi continueranno fino al 1962. Secondo statistiche ufficiali sembra che in terra egiziana i caduti siano stati 4.825, 11 dei quali successivamente rimpatriati e 4.814 tumulati nel sacrario di El Alamein. Di esse 2.465 hanno un nome, 2.349 rimarranno per sempre ignote. Le spoglie di 1.095 soldati non sono state ritrovate e rimarranno “disperse” in eterno.
Congedato dall’esercito, Caccia Dominioni riprende il suo vecchio mestiere di ingegnere progettista e in questa veste gli viene commissionata l’ala del paracadutista, nella piazza dei Caduti a Viterbo e in un caserma a Livorno; la Cappella della Folgore a Castro Marina; il monumento all’artigliere da montagna ad Udine, quello di Amedeo d’Aosta e quello degli “infoibati” a Gorizia; la cappella degli alpini del battaglione “Morbegno” e, infine, il Sacrario di Hammangi a Tripoli e quello dei Caduti d’Oltremare di Bari, che Caccia Dominioni progetta rifacendosi allo schema di Hammangi (v. scheda).

Nel 1983 il commissariato Generale Onoranze Caduti in Guerra gli commissionò una meridiana da collocare su Q33 e gli propose di metterla in sito personalmente. Cosa che fece con grande orgoglio alla veneranda età di 87 anni.

Ogni anno, nell’anniversario della battaglia di Alamein, alla fine di ottobre, viene tenuta una sontuosa cerimonia internazionale, la cui organizza- zione compete a turno all’Italia, alla Germania o alla Gran Bretagna, che dà vita ad un grande momento di incontro e di commozione. I veterani, anche se sempre meno numerosi, vanno a portare un fiore ed un saluto ai commilitoni caduti e là sepolti. Colpisce vedere uomini di oltre 80 anni e di nazionalità nemiche all’epoca della guerra che si ritrovano, fraternizzano, si abbracciano e indossano con fierezza i loro copricapi e le decorazioni di allora; hanno ancora un atteggiamento fiero, deciso e trasmettono fede, entusiasmo e amor di Patria.
Questi eventi, i sacrifici e sentimenti di questi uomini fieri, dovrebbero essere fatti conoscere alle generazioni più giovani, per ricordare coloro che sono stati meno fortunati e a monito di tutte le guerre future.



 

 

Conception et réalisation Groupe C2 360