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Ritorniamo

Sono numerosi gli amici e le amiche che ci hanno chiesto di riprendere le attività sul nostro sito. Abbiamo dovuto interromperle per diversi motivi, ma ora siamo nuovamente con voi per raccontarvi delle attività italiane in Libia: passate e presenti. Ma non ci limiteremo a questo tra l'Italia e la Libia si estende un mare ricco di storia, che è stato la fucina di un infinito numero di civiltà che hanno dato al mondo il volto di oggi:il Mediterraneo. Vi racconteremo come potrebbero cooperare la sponda nord e la sponda sud di questo mare, da qui il nome del nostro sito: Italia-Oltremare.

ATTUALITA' -Passando all'attualità ci siamo lasciati che l'Italia stava concludendo un  criticatissimo acccordo con la Libia di Gheddafi. ci ritroviamo oggi sotto il crollo del regime dittatoriale libico. Gli insorti cercano casa per casa, zanga per zanga, il loro ex-dittatore per arrestarlo e consegnarlo (ci auguriamo) al Tribunale Internazionale dell'Aja, che dovrà giudicarlo.

L'ACCORDO ITALO-LIBICO. Non foss'altro perchè è stato concluso con Gheddafi e sotto la spada di Damocle dei risarcimenti per i danni coloniali deve essere rinegoziato. L'Italia deve aiutare la nuova Libia in ogni campo culturale, economico, politico in quanto i libici sono legatissimi, nonostante tutto, all'Italia; molti ne parlano correntemente la lingua e riconoscono agli italiani che sono vissuti in Libia il grande merito di aver aiutato lo sviluppo del Paese, anche e soprattutto quando ormai l'Italia non aveva più un ruolo politico in Libia.

Il nuovo Accordo, considerata la vicinanza tra i due Paesi, la loro millenaria storia in comune, le similarità storico-culturali tra i due popoli, dovrebbe tener conto di queste realtà e garantire l'aiuto più generoso possibile alla ricostruzione del Paese.



Exlali

Cari amici Exlali,

chi vi scrive è la figlia e rispettivamente la nipote di due Exlali, il secondo dei quali è stato il Presidente dell’ANIRL (Associazione Nazionale Italiani Rimpatriati dalla Libia), l’unica Associazione che ha saputo rappresentare di fronte alle Autorità del nostro Paese, unitariamente, l’intera collettività italiana di Tripoli negli anni dopo la sua “cacciata” dalla Libia.E’ la stessa Associazione, il cui Presidente ha rischiato la vita in Libia per informare gli italiani dei gravi accadimenti che si preparavano. E’ la stessa Associazione che ha ottenuto la prima legge (quella del 1971, su cui tutte le susseguenti si basano) andando a battere i pugni sui tavoli dei potenti dell’epoca, in un clima che come ricorderete non era di certo favorevole a noi “rifugiati”, accusati di rubare il pane agli italiani. Oggi le acque si sono calmate e i 20 mila rifugiati di allora sono diventati animali di interesse “elettorale” per i politici di oggi, che infatti cercano di darsi da fare (non a caso proprio prima delle elezioni europee).Il Presidente ANIRL lo ha fatto senza pretendere nulla e senza farsene vanto. Trovo ingiusto, ora che lui è vecchio, che tutti si dimentichino della sua opera. Voglio fare quello che avrebbe fatto lui e metto qui a vostra disposizione  l’articolo della legge, che prevede nuovi contributi per chi abbia presentato domanda in passato, e un modello di domanda che potrete inviare con le abituali formalità (raccomandata ecc.) e senza spese di sorta. al Ministero dell’Economia – Dipartimento del Tesoro, Divisione VI – Ufficio XI, che è l’unico Ente incaricato di erogare i contributi.Mi auguro che un giorno possiamo ritornare a rivedere le terre dove abbiamo vissuto gli anni dell’infanzia e della giovinezza senza troppe difficoltà. Ma tutti sanno quanto valgono le promesse di Gheddafi! E’ notizia di questi giorni, ad esempio, che 633 “disperati” sono sbarcati a Lampedusa e in Sicilia. Con il mare in tempesta!….. Per ore chi ha chiesto il visto se lo è visto accordato (dopo due mesi circa) solo perché viaggia in compagnia di un libico. Non credete che le procedure per chi è nato in Libia dovrebbero avere un carattere speciale, diverso da quello degli altri. Ma tant’è!Un caro saluto a tutti, conoscenti e non conoscenti, e buon lavoro per la prossima riunione di Torino.

Rita Scontrino                                                  

 Qui di seguito gli allegati di cui vi ho parlato ed una risposta che proviene direttamente dal Dipartimento del Tesoro.. 

In relazione alla Legge Legge 6 febbraio 2009, n. 7, che prevede ulteriori indennizzi per i profughi dalla Libia porto a conoscenza quanto ha risposto il Dipartimento del Tesoro a proposito delle modalità di presentazione della domanda. Domanda al Dipartimento del Tesoro: 

“ Gentile Dottore,sono una Italiana di Libia ed ho appreso dal suo Ministero che sono stati aperti  i termini per la richiesta di risarcimenti per tutti quelle pratiche che nei tempi passati sono state respinte.Potrebbe, per cortesia, informarmi su come redigere la domanda e quali sono le condizioni per ottenere il risarcimento?

Risposta dal Dipartimento del Tesoro:Gentile Signora, la norma in questione è l’art. 4 della legge 2009/7, di cui le riporto il testo:

Articolo 4 - (Riconoscimento di un ulteriore indennizzo ai soggetti titolari di beni, diritti e interessi sottoposti in Libia a misure limitative) 

1.    Ai cittadini italiani nonché agli enti e alle società di nazionalità italiana già operanti in Libia, in favore dei quali la legge 6 dicembre 1971, n. 1066, ha previsto la concessione di anticipazioni in relazione a beni, diritti e interessi perduti a seguito di provvedimenti adottati dalle autorità libiche, ovvero che hanno beneficiato delle disposizioni di cui alla legge 26 gennaio 1980, n. 16, alla legge 5 aprile 1985, n. 135, nonché alla legge 29 gennaio 1994, n. 98, è corrisposto un ulteriore indennizzo, per gli anni dal 2009 al 2011, nei limiti delle risorse del fondo di cui al comma 5. 

2.    Agli effetti del comma 1 sono valide le domande già presentate, se confermate dagli aventi diritto entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. 

3.    Ai fini della corresponsione dell’indennizzo di cui al comma 1, le pratiche già respinte per carenza di documentazione sono, su domanda, prese nuovamente in esame con carattere di priorità dalla Commissione interministeriale di cui all’articolo 2, comma 2, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 14 maggio 2007, n. 114, al fine di acquisire ogni elemento utile per l’integrazione della documentazione mancante. 

4.    Agli indennizzi corrisposti in base al presente articolo si applicano le disposizioni di cui all’articolo 11 della legge 5 aprile 1985, n. 135, e all’articolo 1, comma 4, della legge 29 gennaio 1994, n. 98. 

5.    Ai fini della corresponsione dell’indennizzo di cui al comma 1 è istituito, nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, un apposito fondo con una dotazione di 50 milioni di euro annui dall’anno 2009 all’anno 2011. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare previo parere delle Commissioni parlamentari permanenti competenti per materia e per i profili finanziari, sono stabilite la misura e le modalità di corresponsione dell’indennizzo di cui al comma 1, nel limite della dotazione del predetto fondo.

Il termine per la presentazione delle domande è scaduto in agosto 2009 



Regina Fatma


Prince Mohamed El Hassa Senoussy

libyaalmostakbal@yahoo.com 

Apprendo con dispiacere la perdita della Regina Fatma di Libia, consorte del nostro amato e rimpianto Re Idris e mi associo, assieme a tutta la mia famiglia, al dolore dei parenti.

Possa il Signore averla già tra le sue braccia 

Francesco Scontrino

Presidente ANIRL (Associazione Nazionale Italiani Rimpatriati della Libia)

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I Acknowledge with disappointment the loss of Queen Fatma, wife of our beloved and mourned King Idris and I participate  with all my family, at the pain of your family. 

May the Lord have her already between His arms 

Francesco Scontrino

ANIRL President

(National Association of the Italians Repatriated from Libya)

 

IL GOVERNO E GHEDDAFI

Signori del Governo,

non ne avete ancora abbastanza degli insulti del terrorista Gheddafi, fatti addirittura a casa nostra, mentre Voi lo accoglievate a braccia aperte? Non ne avete ancora abbastanza delle barche di disperati che continua ad inviarci? E volete anche prendere i soldi dalle tasche degli italiani per riempire quelle del colonnello e dei suoi figli? Ministro La Russa quali impegni dovrebbe onorare l’Italia, se non quello di fare rispettare la dignità del popolo italiano e dei 20.000 profughi di Libia depredati dei loro beni.

La Libia è stata costruita dall'Italia, che ha speso cifre astronomiche per trasformare il deserto in campi coltivati,per portare la luce elettrica nei villaggi e l'acqua potabile nelle case. La litoranea, che Gheddafivuole farvi ricostruire, l'avevamo già fatta noi; prima c'erano soltanto delle strade carovaniere! Siamo stati noi italiani a debellare malattie endemiche, quali la peste bubbonica e il tifo petecchiale!

E’piuttosto Gheddafi che deve risarcire l’Italia, non il contrario!

Invece di inviare le nostre Frecce Tricolori a Tripoli, dovreste richiamare il “Colonnello” al rispetto dei trattati, che il Raìs invece considera “pezzi di carta” da applicare arbitrariamente secondo le sue necessità, così come del resto fece 40 anni fa e da ultimo l’anno scorso. Quando un uomo di governo non rispetta i propri impegni e la vita del suo popolo, non ha diritto neppure al rispetto verso la sua persona, anche se egli  siede sui più grossi giacimenti di petrolio al mondo!

 Ministro La Russa si è dimenticato quando il suo partito appoggiava ad oltranza le marce dei profughi di Libia contro la loro cacciata da quel paese ad opera del terrorista Gheddafi? Si è dimenticato quando le nostre navi erano pronte ad intervenire qualora ci fosse stato un “pogrom” simile a quello degli ebrei libici (ci doveva solo provare Gheddafi a deportarci)?

E ora andiamo a fare festa insieme a colui che ha così tanto offeso il nostro Paese e il nostro popolo?

Ma la vostra dignità dove sta? Nessun  accordo può giustificare una simile “sottomissione”! Studiatevi la storia della presenza italiana in Libia, ma non sui testi del “biografo” italiano di Gheddafi! Apprendereste come andarono veramente le cose laggiù e vi stupireste della grande opera di bonifica che compì il nostro Paese.

Da 40 anni siamo succubi di questo dittatore perché siamo troppo pusillanimi e fino a che l’Italia non dimostrerà fermezza e dignità, sarà sempre calpestata dal suo dirimpettaio terrorista! E non si faccia riferimento ai vantaggi derivanti da accordi di collaborazione con la Libia , perché quelli li finanziamo noi italiani con le tasse e quindi con i nostri soldi!

VERGOGNA!

Rita Scontrino, italiana di Libia



COLLABORAZIONE CON LA LIBIA???

Noi sottoscritti italiani di Libia riteniamo vergognoso ospitare il Colonnello Gheddafi nei luoghi delle nostre istituzioni democratiche, introdurlo nei templi italiani della sapienza, concedergli una laurea Honoris causa quando Gheddafi ha violato tutto ciò che c'era da violare in materia di diritti umani: dalla dichiarazione universale dei diritti dell’uomo  (ONU, Parigi 10.12.1948, art. 9) al Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici (ONU 16.12.1966, art. 13).

Riteniamo vergognoso che venga dato un risarcimento a lui quando è lui che dovrebbe risarcire noi. I governi italiani da Giolitti alla seconda Guerra Mondiale hanno investito miliardi (di allora!) di lire. Abbiamo fatto della scatola di sabbia che era la Libia (anzi abbiamo creato noi la Libia , perché prima c'erano soltanto la Tripolitania e la Cirenaica ) un giardino in fiore;  abbiamo impiantato nel deserto campi di frumento sudando sangue (i contadini italiani piangevano quando i loro sforzi in una notte venivano distrutti da una tempesta di sabbia); abbiamo creato strade, case; abbiamo insegnato a studiare ai libici. Abbiamo fatto di Tripoli una città moderna. Abbiamo scoperto noi il petrolio, ma abbiamo perso la guerra! e gli inglesi si sono appropriati del frutto delle nostre ricerche.

Riteniamo vergognoso che non si sia reagito davanti all'immagine di un Gheddafi che ci insultava con la sua fotografia sul petto, quando allo stesso tempo diceva di accettare le nostre scuse. Quante fotografie potremmo mettere sul petto a riprova dei suoi omicidi politici che si diverte a far vedere in televisione. Nessuna necessità energetica ci può rendere così proni ad un dittatore senza scrupoli. 

Ricordate, noi conosciamo Gheddafi. Non manterrà mai la sua parola; i profughi continueranno ad arrivare a meno che non sborsiamo altri miliardi di euro. E Gheddafi lo sta già richiedendo anche attraverso l'Organizzazione degli Stati Africani; Per carità è giusto aiutare quelle povere genti , ma dobbiamo essere noi a guidare il processo non lui ad imporcelo. 

E' vergognoso che non sia stata detta una parola sui nostri beni, di cui lui ci ha derubati. Il Principio che  “ogni persona fisica o morale ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno può essere privato della sua proprietà lo ritroviamo in tutte le Convenzioni sui diritti umani, ma nessuno sembra preoccuparsene.

E non si venga a dire che nella Legge di approvazione dell'accordo con Gheddafi è scritto che un "ulteriore somma" è concessa come risarcimento agli italiani di Libia, che già hanno fatto domanda. Pochissimi sono venuti a conoscenza dei contenuti di questa legge attraverso canali ufficiali. Siamo noi a fare il tam tam per raggiungere quanta più gente possibile. Senza contare che anche in passato sono stati pochi gli eletti a conoscere le varie leggi che si sovrapponevano a quella iniziale del 1971 a causa dell'informazione frammentaria.                                                                                Inoltre sconfessiamo qualunque associazione che si rechi ad ossequiare Gheddafi, perché non ci rappresenta. Le associazioni attualmente presenti sul territorio e che si rifanno ai fuoriusciti di Libia rappresentano solo se stesse:  gruppi di interesse ben definiti e ben agguerriti.

 

Il testo di cui sopra è stato a suo tempo inviato ai giornali. L'elenco dei firmatari è in possesso dei responsabili del sito, che hanno deciso, per par condicio, di non pubblicarlo più in quanto una delle aderenti alla protesta, avendo nuovi interessi, ha deciso di togliere il proprio nome.

 



RISARCIRE CHI HA AVUTO POCO O NULLA

Approvata la Legge di ratifica del Trattato Italia-Libia del 30 agosto 2008. Concesso un ulteriore Indennizzo agli esuli italiani che persero i loro beni in Libia"

E' stata aprovata dal Parlamento italiano la Legge di ratifica del Trattato di Amicizia, partenariato e cooperazione tra l'Italia e la Libia, siglato il 30 agosto 2008.

Il provvedimento prevede un "ulteriore indennizzo" per coloro che hanno perso i loro beni in Libia e a tal fine e' istituito nello stato di previsione del Ministero dell'Economia e delle Finanze, un apposito fondo con una dotazione di 50 milioni di euro annui dall'anno 2009 all'anno 2011.

 

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Si prende atto che la la legge di ratifica del Trattato tra l'Italia e la Libia del 30 agosto 2008 prevede tra l'altro, un ulteriore indennizzo agli "esuli" che hanno perduto in Libia tutti i loro beni.

Si auspica, peraltro, che il Ministero dell'Economia e delle Finanze nel predisporre il regolamento tenga conto dei rimborsi gia' concessi e delle relative percentuali di risarcimento. Bisognera' che tali percentuali siano uniformate per  tutti i profughi aventi diritto ai rimborsi.

Altro problema da tenere in conto e' quello relativo alle modalita' di rivalutazione dei beni, prevista nelle precedenti leggi. Sulla base di quale documentazione sono state concesse in taluni casi?  e tale documentazione su quali dati tecnico-economici era basata, considerato che la Libia non ha mai consentito a nessuno di recarsi  nel Paese per procurarsi tali dati? 

Si dovrebbe prendere in considerazione una qualche forma di rivalutazione uniforme di tutti tali beni.  

 

 





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